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Gioiello, corpo e  arte contemporanea
Il volto, la maschera: tagli e ribaltamenti
 
Contemplando un’installazione
Costruire le “città invisibili” di Calvino
  

Gioiello, corpo e  arte contemporanea
L’opera d’arte va guardata, capita e anche spiegata, ma non sempre le parole riescono nell’impresa.  

Eulalia Bosch e Piero Sacchetto, partendo dall’osservazione delle sculture-gioiello della barcellonese Chelo Sastre, cercheranno di stimolare il piacere di vedere un’opera, di far emergere le sensazioni, di giocare con le parole e la comunicazione orale, per poi trovare  quelle più adatte per esprimere un linguaggio dell’arte contemporanea che non faccia paura, ma che sia semplice e comprensibile a tutti.  

Eulalia Bosch, catalana,  è stata docente di filosofia e dirigente dell’Istituto di Ricerca per l’Insegnamento di Filosofia. Ha lavorato come responsabile del Servizio Educativo del Muba di Barcellona e ha pubblicato diversi articoli e saggi su arte e educazione alla visione. L’ultima sua pubblicazione: “Il piacere di guardare: il museo del visitatore”.  

  Piero Sacchetto: pedagogista e saggista. Dal 1986 è coordinatore per il Comune di Bologna dei progetti per le attività museali; sempre nella stessa città dirige il Centro di Documentazione e Formazione  e lo Spazio Arte Ragazzi del Teatro Testoni. Ha svolto e svolge attività didattica e di consulenza, ricerca e progettazione. E’ anche pittore, con esposizioni in tutta Italia.

A cura di Eulalia Bosch e Piero Sacchetto
Per chi:  per tutti.
Dove:  nella chiesetta vicino alle scuderie.
Quando tutti i giorni, 14.00-18.00 (giovedi escluso) 

 

Il volto, la maschera: tagli e ribaltamenti 
I ritratti, le facce, le espressioni, le smorfie, le maschere. Brunella Bonfanti e Beatrice Crippa propongono un percorso esplorativo nell’arte moderna e contemporanea attraverso il tema del volto. Con la carta e il cartoncino, materiali ‘poveri’, ma in grado di accendere la creatività. Bastano un taglio e una piega e un pezzo di carta si trasforma in ciò che si vuole, in forme impensabili e, perché no, emozionanti

Beatrice Crippa, laureata al Politecnico di Milano in Architettura, ha maturato la sue esperienza didattica operando nella scuola media inferiore e superiore come docente di Educazione Tecnica e Tecnologia&Disegno. 

Brunella Bonfanti, architetto, ha insegnato Storia dell’Arte nelle scuole superiori, attualmente si occupa di formazione professionale nel campo dell’arte in relazione alla percezione visiva.

A cura di Beatrice Crippa e di Brunella Bonfanti
Per chi:  per ragazzi da 10 a 14 anni
Dove:  nell’area centrale.
Quando Giovedí 9, Martedí 14, 14.00-18.00

 

Contemplando un’installazione 
Le opere d’arte si possono anche interrogare con molta libertà e le risposte e i suggerimenti che si ottengono consentono di creare altre opere d’arte.  

E’ il caso di Albert Barreda, artista catalano, che propone un’opera-installazione, percorsa da giochi di luci e da un sottofondo musicale. Ciascun partecipante è invitato prima alla contemplazione e alla scoperta di suggestioni, poi alla formulazione di una propria “risposta”, attraverso la realizzazione di un lavoro artistico personale. I materiali a disposizione sono i più diversi e la guida attenta di Barreda consente di viaggiare fra contemplazione e operatività, scoprendo forme, materiali e colori che meglio si adattano a realizzare la propria opera d’arte.

Albert Barreda è nato a Barcellona nel 1945 e risiede a Savona dal 1986. Divide il suo lavoro tra le tele e le pedagogia, esponendo in tutta Europa e realizzando corsi specialistici per insegnanti della scuola pubblica. Collabora con il centro del Teatro Testoni di Bologna. Quest’anno le sue installazioni hanno vinto il primo premio al Concorso di Pittura Contemporanea Città di Mondovì.

A cura di Albert Barreda
Per chi:   per ragazzi e adulti.
Dove:  nello spazio centrale.
Quando Giovedí 9, Venerdí 10, Sabato 11, Domenica 12, 14.00-18.00

 

Costruire le “città invisibili” di Calvino 
Italo Calvino pensava che le sue “città invisibili” fossero un po’ un ultimo poema d’amore alle nostre città, così difficili e lontane dall’uomo e dal suo equilibrio con gli elementi. Le raccontò con parole visionarie dense e veloci, come sospese nel vuoto: una sfida alla loro rappresentazione con immagini concrete. Una sfida che Enea Discepoli raccoglie proponendo questo laboratorio che, partendo dalla lettura di alcune “città invisibili”, ne propone una realizzazione utilizzando la carta.  

“Una sera mi accampai nel deserto del Belucistan in compagnia di pochi viaggiatori. Al mattino ero ai bordi di un accampamento-città di tende nere di lana di capra con tiranti e pali verso il cielo, brulicante di uomini e animali. La città si estendeva a perdità d’occhio ed era nata appena in una notte”.    

Enea Discepoli, marchigiano, vive tra la carta, materiale con cui riesce a inventare opere stupefacenti. Lavora in diverse città italiane e conduce un laboratorio permanente per portatori di handicap. Per le sue opere ha ottenuto premi in Giappone, dove nel plasmare la carta sono maestri indiscussi. 

A cura di Enea Discepoli.
Per chi:  per tutti.
Dove:  nello spazio centrale
Quando: Domenica 12, Lunedí 13, 14.00-18.00
 

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